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San Giovanni in Persiceto attraverso gli occhi di una bolognese

San Giovanni in Persiceto (per i giovani "Sangio", per i bolognesi "San Zvân"), una città che, da un anno a questa parte, mi ha adottato. Ma facciamo un passo indietro. San Giovanni in Persiceto è un comune di più di 28.000 abitanti in provincia di Bologna.

Devo ammettere che il mio amore nei suoi confronti è cresciuto piano piano. Come ormai molti di voi sanno, sono nata, cresciuta e vivo tutt'ora a Bologna (vi lascio il link del mio post qui), una città abbastanza grande e dotata di ogni "comfort". Quando, circa un anno fa, sono stata catapultata in questo mondo così ristretto (dove tutti conoscono vita, morte e miracoli degli altri) e diverso dalla "megalopoli" a cui sono abituata, mi ci è voluto un attimo per apprezzare tutta la bellezza (e l'originalità) che questo luogo ha da offrire. Ma San Giovanni è una città cosi caratteristica e ricca di particolarità che non vedo l'ora di farvele scoprire tutte!

  1. "Lo Spillo" e i carri di Carnevale Iniziamo con la tradizione che ha portato San Giovanni ad essere conosciuta come "la città dello spillo". L'usanza del Carnevale persicetano risale al 1874, ma non immaginatevi il classico carnevale dove baby Superman e bellissime principessine vestite di rosa passano la giornata a lanciarsi i coriandoli a vicenda, il Carnevale della mia amata Sangio è mooolto di più! Oltre che la festa di paese più attesa dai persicetani, il Carnevale è un vero e proprio spettacolo di carri colorati, famoso per il cosiddetto "spillo". Stiamo parlando di un'originalissima gara tra le "società carnevalesche", ovvero i gruppi di ragazzi che impiegano tutto l'anno per prepararsi al grande giorno, costruendo carri e progettando nei minimi dettagli la loro esibizione. Ma facciamo un passo indietro; che cos'è questo "spillo"? Lo "spillo" è tutto il processo che porta i carri ad aprirsi davanti ad una giuria che ha il compito di votare il carro più bello e premiare un vincitore! Non avete idea di quanta bellezza (e lavoro!) ci sia durante questa tradizione. I carri si presentano chiusi nella piazza principale (Piazza del Popolo), per poi aprirsi e raccontare una vera e propria storia fatta di musica, arte e colori, grazie ai ragazzi che l'hanno progettato e poi l'hanno portato in vita. (Piccolo fun fact: alcuni pezzi dei carri appartenenti ormai ai Carnevali passati sono stati installati nelle rotonde di San Giovanni come simbolo della festa, mentre i carri "nuovi" verranno poi riaperti in una sfilata durante il "Carnevale dei fiori", che si tiene a maggio). Ho assistito al Carnevale persicetano per la prima volta all'inizio di quest'anno, purtroppo solo dalla piazza, a sbirciare in punta di piedi, dietro a persone alte un metro più di me, ma lo spettacolo si può assistere anche dalla tribuna; il prezzo va dai 25€ ai 30€ (10€ per i bambini fino a 1,20 m di altezza) e penso proprio che, appena ce ne sarà l'occasione, sarò la prima d acquistare quel biglietto! Quando mi hanno raccontato questa tradizione, non avevo ben capito di cosa si trattasse e quanto fosse spettacolare, ma adesso capisco perchè i persicetani ne parlano con così tanto orgoglio! Vi lascio qualche foto dei carri della società carnevalesca "Bròt e Catìv" (thank you, guys!) del Carnevale appena passato, ma vi consiglio di cercare qualche video su Youtube (basta digitare "Carnevale San Giovanni in Persiceto"), per apprezzare al meglio la tradizione e chissà, se siete nelle vicinanze di Bologna di fare un salto a San Giovanni proprio per il Carnevale (non l'ho detto, perchè credo sia pressochè scontato, ma la festa si svolge a febbraio😉). Vi assicuro che è un'esperienza incredibile!

Foto sopra, carro chiuso. Foto sotto, carro aperto
Foto sopra, carro chiuso. Foto sotto, carro aperto

2. Periodo in cui sei, tradizione che trovi

Come ho già detto, San Giovanni mi ha colpito per la sua originalità. Cercano sempre di trovare un pretesto per organizzare feste e addobbare la città, come il Funkyland, la festa a tema anni '70 che si tiene tutte le estati in luglio o la Fiera d'autunno a Settembre, tutte basate sullo stesso concetto: shopping tra i mercatini artigianali, divertimento con tanta musica e spettacoli e ovviamente le immancabili abbuffate tipiche degli street food! Nonostante queste classiche fiere di paese, a Sangio potete trovare delle vere e proprie chicche, come i tombini colorati e le panchine dipinte per ricordare i capolavori più famosi del mondo dell'arte, come quella che ricorda "La notte stellata" di Van Gogh.


Per il periodo natalizio, però, il paese si è spinto oltre. Nella piazza principale, Piazza del Popolo, la società carnevalesca Oca Giuliva ha costruito un'enorme buchetta delle lettere per... indovinate chi? Tutti i bambini che non vedono l'ora di scrivere la loro letterina a Babbo Natale e spedirgliela! Ho sbirciato dentro alla buchetta e non avete idea di quanta posta c'è per Babbo Natale! La città si è quindi tappezzata di letterine, scritte in tutte le lingue del mondo e indirizzate proprio al Polo Nord! In questi giorni, non si può fare altro che camminare per le vie di Sangio con il naso all'insù e perdersi tra quei sogni che per i bambini non sono altro che la realtà!

Buchetta costruita dalla società carnevalesca "Oca Giuliva"
Letterine sparse nelle vie principali della città

3. Gatto Gino (Re Gino)

La storia del Gatto Gino (soprannominato poi "Re Gino") è ormai nota a tutti i persicetani. Si trattava appunto di questo gatto arancione, diventato poi la mascotte della città, che aveva "l'abitudine" di girare per le vie di San Giovanni ed entrare nei vari negozi. Si è sempre fatto voler bene da tutti per il suo carattere docile (così mi hanno raccontato, io purtroppo non ho avuto il piacere di conoscerlo), tanto da diventare un vero e proprio culto per San Giovanni. Dopo la sua morte, infatti, sono stati fatti calendari con le sue foto (Kim Kardashian, spostati), graffiti per i muri della città e ovviamente una statua a suo nome!

Statua di Re Gino
Murales di Re Gino




4. Piazzetta Betlemme

La piazza più particolare di San Giovanni è senza dubbio Piazza Betlemme. Nel 1980, la piazzetta è stata scelta per ospitare una manifestazione dedicata al cinema comico. Si è pensato, quindi, ad uno spazio che favorisse la partecipazione del pubblico. Anni dopo, infatti, la piazzetta diventò un tripudio di colori, animali fantastici e personaggi che sembravano appena usciti da "Alice nel paese delle meraviglie". La piazza è diventata quindi motivo di orgoglio per tutti i persicetani, specialmente per i bambini che amano sedersi su una panchina e guardare incantati questi affreschi, immaginandosi storie sempre nuove!

Piazzetta Betlemme
Affreschi in Piazzetta Betlemme
Piazzetta Betlemme
Affreschi in Piazzetta Betlemme

5. Le vie in dialetto

Passeggiando per i vicoli colorati di San Giovanni, mi sono accorta di una caratteristica buffa, ma tipicamente bolognese. I cartelli con le vie, infatti, sono stati scritti sia in italiano, sia in dialetto bolognese! Vi sfido a leggere il dialetto cercando di pronunciare i nomi delle vie correttamente. Tranquilli, nemmeno io che vivo da 21 anni in questa città, ho imparato a parlarlo (e soprattutto a scriverlo)!

Vie scritte in dialetto (e in italiano)
Piazza del Popolo

San Giovanni e i suoi vicoli

Dove mangiare:

Ultimo ma non per importanza, concludiamo il nostro viaggio per San Giovanni con un breve tour culinario.


-Iniziamo dalla colazione: sicuramente una delle pasticcerie più storiche di Sangio è la "Pasticceria Dora" ( Via Crevalcore 1/1), buonissima, ma purtroppo non è la mia preferita. Il bar che ho nel cuore, invece, è il "PH 41" (Via IV Novembre 7), dove praticamente ogni domenica, la mia scelta ricade su un cappuccino e una brioche salata a dir poco squisita! Buonissima anche la piccola pasticceria, come bignè, tortine e macarons. Ah, dimenticavo! Il bar è stato premiato come "miglior bar 2019 e 2020", non potete perdervelo!


-Pranzo: "Officina del gusto". Questo ristorante è molto speciale per me (Massimo mi ha portato qui in uno dei nostri "primi appuntamenti". E' lui, infatti, che mi ha fatto scoprire San Giovanni e, insieme alla sua famiglia, mi ha dato dei consigli preziosi per scrivere questo post). Okay, smielate a parte, l' "Officina del Gusto", in Via Catalani 4, è un ristorante mooolto carino e particolare, con piatti originali e davvero ottimi, che spaziano dal pesce, alla carne, fino ad arrivare a piatti della tradizione "rivisitati" e gnocchi di ogni tipo.


-Aperitivo: Immancabile una sosta all' "Enoteca Sant'Apollinare" (Via Sant'Apollinare 5), una piccola chicca nel cuore della città in una chiesa sconsacrata.


-Cena: "Antica osteria del Mirasole", Via Matteotti 17. Per concludere la giornata, non può mancare una cena in uno dei ristoranti tipici più famosi di San Giovanni. Da qualche mese, infatti, il ristorante ha vinto una stella Michelin! (Altro orgoglio persicetano)


Concludo qui il nostro tour tra le vie di San Giovanni in Persiceto. Mi sono dilungata un po' perchè, come avrete capito, è diventata una città importante per me e avevo voglia di raccontarvela attraverso i miei occhi, quelli di una bolognese amante delle grandi città, ma che sa ancora stupirsi per le piccole cose e l'originalità di paesi come questi! Fatemi sapere quale caratteristica vi ha colpito di più tra quelle che ho raccontato e quale vorreste visitare! Cheers, Alice!

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